round midnight
Sono già sette giorni che tutte le sere intorno alle 24 vengo qui sulla scogliera a guardare il tramonto. Non trovo mai nessuno. Il rumore del mare che infrange sui grandi massi mi avvolge e anche se quelle nuvole di bit non possono davvero colpirmi, sento la pelle sollevarsi, i peli degli avambracci drizzarsi, come se schegge di ghiaccio infinitamente sottili mi piombassero addosso.
E’qui che ho visto per la prima volta Afrika Palmer:una visione durata alcuni istanti, bastanti appena a leggere il suo nome. Era nera e lucida, la testa rapata,gli arti lunghissimi, vestiva rosso chanel e aveva l’aureola. Un’aureola abbagliante, la cui luce danzava intorno a lei in maniera schizzata.
L’ho vista arrivare da lontano, volava alto e sembrava uno strano uccello, giunta a me vicino si è bloccata a mezz’aria un istante come per riprendere fiato. Non riuscivo a vedere il suo volto, ma aveva il voice aperto: potevo sentire un respiro agitato e caldo.
3-4 secondi al massimo è durato il nostro primo incontro, duranti i quali non ci siamo nemmeno visti in faccia.
Ci siamo letti i tag, ci siamo uditi appena, ma tanto è bastato.
Il mio nome è Bond, Carlos Bond.